Le giuggiole: cenni storici

La storia del giuggiolo si perde letteralmente nella notte dei tempi. Ma può un frutto così semplice avere una storia importante? Più di quanto si pensi.

Le giuggiole sono conosciute e utilizzate da più di 4000 anni. I botanici cinesi, nel corso dei secoli, selezionarono questi frutti importati dall’Asia minore, fino a farlo diventare di qualità superiore e li vendettero come prelibatezza da dessert.

Racconti e leggende sulle giuggiole

Di giuggiole narra Erodoto nelle sue Storie, parlando di un distillato realizzato dalla fermentazione della polpa dei frutti, bevanda inebriante conosciuta sin dal tempo degli Egizi e diffusa in Europa già nel primo secolo dopo Cristo.

Di giuggiole narra Omero nell’Odissea, chiamandolo Loto, quando Ulisse e i suoi uomini, fuori rotta a causa di una tempesta, approdarono sull’isola dei Lotofagi (l’odierna Djerba). Una volta sbarcati, alcuni marinai si lasciarono tentare dal frutto del loto, un frutto magico che fece dimenticare loro mogli, figli e la missione di ritorno a casa. L’incantesimo dei Lotofagi altro non era dunque che la conseguenza della bevanda alcolica preparata con i frutti del giuggiolo.

 


Leggi anche
Il liquore brodo di giuggiole

 

Sembra inoltre che furono i Romani, di ritorno dalle campagne militari in Africa e Medio Oriente, ad importare il giuggiolo in Europa con il nome di Ziziphum. Il giuggiolo era simbolo di silenzio, adornava i Templi della dea Prudenza ed era considerato un albero portafortuna. Tutto qui? Pare che con i rami spinosi del giuggiolo sia stata intrecciata dai soldati romani niente meno che la corona di spine di Cristo.

Miti e usanze da tutto il mondo, o quasi

Il giuggiolo, nella sua semplicità e selvaggia prosperità, è presente in molte tradizioni e usanze sia in Oriente che in Africa.

Secondo il Corano nel paradiso delle Urì cresce un giuggiolo portentoso, con tante foglie quanti sono gli uomini sulla terra, su ognuna delle quali le nervature rappresentano in caratteri cufici (arabi) il nome del mortale: ne spunta una, tenera, ad ogni nascita, ne cade una, ingiallita e secca, ad ogni morte.

Nelle terre d’Oriente il giuggiolo è simbolo di immortalità e di trascendenza della materia. Per le sue qualità espettoranti e lassative il fiore del giuggiolo è il simbolo del sollievo.

In Africa del Nord il giuggiolo era molto noto, il frutto veniva seccato e polverizzato per impastare focacce.

Gli abitanti dell’Himalaya ritengono che l’odore del fiore di giuggiola può far innamorare le donne, pertanto esiste in quell’area la tradizione di raccogliere i fiori per preparare portentosi elisir d’amore.

Nei matrimoni tradizionali cinesi, infine, la giuggiola viene messa nella camera da letto degli sposi come segno propiziatore di fertilità.

Una storia leggendaria per un frutto così umile.